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25 novembre 2009

LA CLASSIFICA DI WINE SPECTATOR

Torno a scrivere dopo tempo immemorabile, e mi riprometto di non fare più troppe pause.

Voilà!!! Ecco i migliori vini dell’anno secondo la bibbia del settore: Wine Spectator. Quest’anno le cose sono cambiate, rispetto alle classifiche degli anni passati siamo scesi, e in fretta, con i prezzi e (mia sensazione) anche con la selezione. Il primo vino è statunitense e costa 27 dollari, il secondo è un vino spagnolo anch'esso da 27 dollari. Per poter spendere una sommetta bisogna arrivare all’ottavo posto con un vino toscano di ben 110 dollari! Non che questo mi dispiaccia, ma si tratta pur sempre dei migliori del mondo...

Insomma, la crisi economica si fa sentire tanto da indurre la rivista Wine Spectator a selezionare i suoi best wines seguendo linee guida un pò riviste: qualità, valore, reperibilità ed excitement (emozione?). Teniamo bene con i nostri vinin: quattro nella Top 10 e 19 nella Top 100, anche se quasi tutti toscani.

TOP 10 2009 di Wine Spectator

  1. Columbia Crest Cabernet Sauvignon Columbia Valley Reserve, 2005 (95) | $27, USA
  2. Numanthia-Termes Toro Termes, 2005 (96) | $27, Spagna
  3. Domaine du Vieux Télégraphe Châteauneuf-du-Pape La Crau, 2007 (95) | $70, Francia
  4. Kosta Browne Pinot Noir Sonoma Coast, 2007 (95) | $52, USA
  5. Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio, 2006 (96) | $54, ITALIA
  6. Chappellet Cabernet Sauvignon Napa Valley Signature, 2006 (94) | $42, USA
  7. Renato Ratti Barolo Marcenasco, 2005 (96) | $44, ITALIA
  8. Fontodi Colli della Toscana Centrale Flaccianello, 2006 (99) | $110, ITALIA
  9. Merry Edwards Sauvignon Blanc Russian River Valley, 2007 (96) | $29, USA
  10. Brancaia Toscana Tre | 20$, ITALIA

Tutti i vini italiani nella TOP 100 2009 di Wine Spectator

  • 5° Chianti Classico 2006 Castello di Broli0
  • 7° Barolo Marcenasco 2005 Ratti
  • 8° Flaccianello della Pieve 2006 Fontodi
  • 10° Toscana Tre 2007 Brancaia
  • 11° Brunello di Montalcino 2004 Poggio il Castellare
  • 13° Fontalloro 2006 Fattoria di Felsina
  • 15° Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2004 Marchesi Frescobaldi
  • 16° Brunello di Montalcino 2004 Uccelliera
  • 27° Giorgio Primo 2007 La Massa
  • 30° Crognolo 2007 Sette Ponti
  • 35° Chianti Classico riserva 2006 Viticcio
  • 37° Torrione 2007 Petrolo
  • 46° Bolgheri Greppicante 2007 I Greppi
  • 49° Syrah Cortona Il Bosco 2006 Tenimenti D’Alessandro
  • 61° Toscana Monte Antico 2006
  • 70°Alto Adige Pinot grigio 2008 Cantina San Michele Appiano
  • 79° Collio Pinot grigio 2008 Livio Felluga
  • 80° Non Confonditur Toscana 2007 Argiano
  • 81° Barolo Carobric 2005 Enrico Scavino

Per il momento la classifica completa è disponibile solo per gli abbonati a WS online, tanto che sul sito internet c’è il cosiddetto roundup, cioè il conto alla rovescia per vedere chi sarà il primo. Ma lo sa già mezzo mondo. Sono venuto a conoscenza, non essendo abbonato io, da Franco Ziliani (da leggere le sue osservazioni).

02 marzo 2009

PISTOIA WINE FESTIVAL

O mamma che bel WE!!!
Devo ringraziare tutti, veramente, a partire da Daniele.

Comunque bando alle ciance e cominciamo a descrivere la serata.

Posto unico nel suo genere... praticamente abbiamo mangiato nel sala principale di una villa sulle colline pistoiesi. Anzi come dice il Bacce... sulle colline su cui si adagia la RIDENTE città di Pistoia.

Antipasto: salame di cinghiale con crostini...

Abbinamento: Prosecco extra dry - "Col Vetoraz"

Interessante. Una delle migliori cantine del travigiano che si presenta con vini ben fatti che rispecchiano la freschezza e il fruttato del territorio e ancor meglio del vino. Io non amo la versione extra dry, ma devo dire che in questo caso ho comunque apprezzato la scelta. Un perlage fine e abbastanza persistente, un buon fruttato al naso, una buona persestenza e una freschezza a mio parere sopra la media.

Primo: pappardelle al sugo di cinghiale...
Abbinamento: Brunello di Montalcino 1990 - "Corte Pavone"

Peccato... ci ha fatto impazzire a togliere il tappo... completamente adeso al collo della bottiglia. Dopo un pò di tentativi lo abbiamo sbriciolato e poi abbiamo fatto filtrare il vino in decanter.

Peccato... siamo arrivati lunghi... nel senso che era passato, anche se a parte un naso vinsantato, e una mancanza di corpo al gusto, sicuramente è stato apprezzato.

A mio parere probabilmente vi sono stati alcuni difetti di conservazione nei primi anni... poi comunque anche se dai più, la 1990, viene definita l'annata del secolo, bisogna anche tenere conto che la famiglia Loacker (quella dei wafer) era titolare dell'azienda Corte Pavone da pochissimo tempo... quindi anche con una annata strepitosa non è detto che si faccia un buon lavoro.
Se metto a confronto il Brunello 1990 di Capanna bevuto lo scorso anno con questo non si capisce la caduta del Corte Pavone se non cercando in problematiche esterne al vino... per cui mantengo un buon giudizio su questo vino. Comunque un colore rosso cupo con evidenti riflessi granati. Un naso chiaramente scomposto e dovuto all'invecchiamento dove le note di vinsanto erano nettamente evidenti e coprivano in modo netto altri profumi. In bocca chiaramente scarico, con poco corpo, tannini assenti, ma comunque un gusto non troppo rovinato.

Peccato!

Abbinamento: Brunello di Montalcino 2000 - "Sensi"

Un discreto prodotto, che si difende egregiamente all'interno della denominazione. Azienda poco conosciuta fuori dalla toscana, produce questo interessante Brunello, dove la cosa che mi ha più colpito è una certa setosità che difficilmente si trova in questo tipo di prodotto. Non che mancasse corpo, ma non aveva quella cattiveria e quell'aggressività che mi aspetto da un brunello. Interessante comunque e ben fatto. Un colore rosso cupo, con riflessi rubino, al naso attacca con classici frutti rossi con il tempo più maturi e speziati. In bocca setoso e tranquillo con pochi tannini. Interessante.


Secondo: Bistecca alla Fiorentina, Cinghiale in umido.
Oilalà... la bistecca... tanta roba.

Il cinghiale... tantissima roba.
Abbinamento: Barolo nei Cannubi 2001 - "Poderi Luigi Einaudi"

Il vino... tanta roba anche questo, anche se purtroppo troppo giovane. Ancora 2/3 forse 4 anni poteva resistere. Ormai però l'abbiam bevuto e quindi nessun problema. Come dice un mio amico... meglio 3 anni prima che 3 mesi dopo!
Molto molto buono... colore ancora rubino con riflessi leggermente aranciati. Al naso apre con sentori di sottobosco con mora e ciliegia in evidenza. Dopo alcuni minuti cimincia a emergere la frutta cotta (ancora mora), le spezie (pepe in evidenza) e un intenso e interessante balsamico (muschio).
bocca ancora forte e arrogante. Tannini ancora sviluppati ma già relativamente fusi al corpo, importante del vino. Un persistenza molto lunga che chiude con una ottima corrispondenza tra naso e bocca. Un vino comunque equilibrato anche se giovane.


Abbinamento: Gattinara Riserva 2001 - "Travaglini"

Sempre un grande nebbiolo del nord. Sempre un grande produtore. Brava Cinzia che prosegue il lavoro dell'immenso Giancarlo Travaglini.
Che vino, che complessità, che gioia.
Uno dei miei vini prediletti. Con un colore quasi giovane, ancora con bei riflessi rubini. Al naso è felpato, non aggressivo, timido. Ma appena si scalda è un'esplosione che ti invade. Belle e buone note minerale, speziate, fruttate in ordine sparso, ma allo stesso tempo ben distinte. in bocca è un velluto. Tannini fusi perfettamente con il corpo, una acidità discreta che dona freschezza al prodotto, e un equilibrio invidiabile. Bello. Buona persistenza finale.
Abbinamento: Barbaresco 2002 - "La Spinetta"

E qui abbiamo veramente esagerato. Uno dei vini più buoni che abbia mai sentito. Al punto giusto. Una gioia. Piango!
Un barbaresco come ce ne sono pochi, e come secondo me dovrebbe essere. Una setosità monumentale. Un finezza nei profumi, intensa. Un corpo da modella.
Colore, rosso rubino scuro con riflessi aranciati tenui.
Naso: imponente con fruttato importante con amarena e ribes su tutto, virati in fretta su frutta cota con ciliegia in evidenza. Dopo una decina di minuti l'esplosione delle spezie con tabacco, chiodi di garofano e pepe. Un balsamico finale importante con mischio in evidenza.
In bocca.... esplosivo. Un attacco deciso e simile al naso, che rienpe completamente. Un equilibrio spaventoso, con tutti i tasselli al posto giusto. Una persistenza eccellente. Una complessità importante, con tannini morbidi e levigati che impreziosiscono un corpo solido e rotondo.

Sono rimasto basito. E lo sono ancora.

10 dicembre 2008

Barbaresco 2004 - Ugo Lequio

Serata ai Vini d'Italia con il mio amico Lorenzo, anche lui appassionato di vini. Decidiamo di farci portare in piemonte, e scegliamo un vino importante come il Barbaresco, ma di una annata recente. Il 2004.

Probabilmente, anzi sicuramente un errore. Non esagerato, ma un errore. Non era pronto per niente, oltre ad averci fatto stare "in pena" per una buona mezzora, in attesa che le puzze che uscivano all'inizio dalla bottiglia, si dileguassero definitivamente.

Non sono assolutamente rimasto contento di questa bottiglia, senza nulla togliere a Max dei vini che me la ha consigliata. Però devo dire che, una cosa che non sopporto, è quando un produttore mette in commercio un vino non ancora pronto da bere. Questo sarà un ottimo vino tra 2/3 anni almeno. Si sentono ancora le puzze di cantina, tannini che si stanno formando e soprattutto il corpo ancora in crescita.

Non è pronto e lo vendono. Capisco se lo vuole un ristoratore per tenerlo a maturare nella sua cantina, ma darlo alle enoteche per poi venderlo a chi lo vuole bere, non ci sto. Ma l'importante è fare cassa.

Passiamo alla degustazione.

Visivamente si presenta con un gran bel colore rubino intenso e brillante, che tradisce la giovane età del prodotto. Il problema inizia quando si avvicina al naso: ho pensato che fosse una bottiglia sfortunata. Esalava puzze tipiche di cantina, di fermentazione che mi hanno portato a chiedere un consiglio oltre che al mio amico anche a Max e a Marco (collaboratore). La cosa che mi ha un pò ingastrito è che Max ha detto: "Tranquillo, è così lui." Non sono per niente tranquillo se è così. Perchè fa schifo!

Al naso per 20 minuti non ho sentito nessun profumo, poi a forza di girarlo nel bicchiere, ha cominciato a dare qualche segno di risurrezione. Piccoli e sbiaditi sentori di frutti rossi, qualche accenno floreale e nulla più.

In bocca, purtroppo, non si è rivelato molto meglio: seduto, poco tannino, e un corpo ancora in lenta evoluzione. Chiaramente e fortunatamente poco equilibrato, il sapore comunque non era proprio tutto da buttare, ma di certo la prossima volta lo assaggerò con almeno 3 o 4 anni sulla schiena.

LDW: Barolo Marcenasco 97 - Ratti

Vino assolutamente interessante e molto, molto buono. Non sono un grande estimatore del Barolo, preferisco il fratello minore: il Barbaresco. Però questa bottiglia mi ha piacevolmente sorpreso. Un gran bel colore granato, con intensi riflessi arancioni. Gli anni si vedevano, ma il colore era molto intenso. Al naso ha un impatto alcolico importante, anche se dopo pochi minuti comincia a sprigionare una gamma di profumi ampia e variegata.

Dai classici sentori di frutta rossa, con una incredibile confettura di more in grande evidenza, si passa a profumi più floreali ma sempre molto accattivanti. Sul lungo periodo escono anche interessanti sentori balsamici che ampliano in modo e maniera molto intensa lo spettro olfattivo.

In bocca attacca con un ottimo equilibrio, che sfocia in una interessante dose di tannini ancora ben presenti, ma sicuramente ben fusi nel prodotto. Se devo forzatamente cercare un piccolo difetto, è che si presenta un pò seduto e un pò corto sul finale, ma da un vino di 11 anni in fondo un pò me lo aspetto, e quindi non mi da molti problemi.

Per il resto una magnifica bevuta.